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Secondo LinkedIn la blockchain è la competenza più ricercata dalle imprese nel 2020

Le competenze nell’ambito del cloud computing e il ragionamento analitico si classificano, rispettivamente, al secondo e terzo posto - È la blockchain a trovarsi in cima all’elenco delle competenze che le aziende di tutto il mondo stanno ricercando tra i candidati in questo 2020: a dirlo è la voce autorevole del social network LinkedIn che - tramite la sua filiale, LinkedIn Learning, la quale offre video corsi tenuti da esperti di software, creatività e competenze aziendali - ha condotto il rituale studio che intercetta i nuovi trend nel campo delle abilità professionali “hard” e “soft” più ambite ogni anno nel mondo.

La definizione di blockchain è nota: si tratta di un data base distribuito, ovvero un “registro di transazioni” composto da blocchi di dati, in cui questi sono memorizzati su più computer collegati tra loro via internet attraverso un’applicazione specifica che permette di interfacciarsi con la “catena”; prima di essere consolidato all’interno di un blocco, ogni dato e ogni blocco vengono sottoposti a un processo di validazione.

Tale tecnologia di conservazione dei dati, così in voga oggi, in realtà risale al 2009 con l’avvento delle criptovalute per supportare in seguito l’uso di titoli del calibro di Bitcoin. 

La capacità di archiviare, convalidare, autorizzare e spostare i dati in Rete attraverso la blockchain fa sì che conservare e trasmettere qualsiasi risorsa digitale sia possibile in modo sicuro. Inoltre è applicabile, oltre che nel settore finanziario, anche in comparti come la vendita al dettaglio, la logistica, l’assistenza sanitaria e l’agricoltura.

Dunque, sebbene si tratti di una soluzione business “già nota” e prioritaria in tutto il mondo, è la prima volta che la blockchain entra nella classifica annuale di LinkedIn. Al suo ingresso addirittura è balzata in prima posizione.

Al secondo posto troviamo le competenze nell’ambito del cloud computing, la tecnologia che consente di archiviare, gestire e recuperare i dati via internet. Al terzo il ragionamento analitico, inteso come la capacità di dare un senso ai dati e scoprire in che modo questi possano agevolare il processo decisionale in azienda. L’intelligenza artificiale (IA), tecnologia che sviluppa l’apprendimento automatico, è la quarta skill più richiesta da parte dei datori di lavoro. A seguire il design UX, processo volto ad analizzare e accrescere la soddisfazione e la fedeltà dell’utente migliorandone l’usabilità e l’interazione con il prodotto tecnologico.

LinkedIn ha anche classificato le competenze “soft” più ricercate. L’elenco è simile a quello del 2019, con la creatività che si mantiene al primo posto tra le qualità interpersonali più gettonate. A seguire, la capacità di persuadere, fondamentale per trasformare in realtà qualsiasi progetto in un mondo sempre più competitivo e, infine, lo spirito di collaborazione: gli imprenditori apprezzano chi sa lavorare in una squadra, aspetto cruciale per il successo di ogni organizzazione.

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