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Le aziende ICT sono a caccia di candidati: le offerte di lavoro crescono del 27%

Capacità comunicative, team management, problem solving, proattività e gestione dello stress: le principali e più richieste soft skills 

Anche quest’anno l’Osservatorio delle Competenze Digitali 2019 - studio condotto da Aica, Anitec-Assinform, Assintel e Assinter Italia con il contributo di CFMT e il patrocinio di MIUR e AGID - prova a fare il punto sulla situazione occupazionale e sulla dinamicità del settore ICT nel nostro Paese. Il primo e più eclatante dato emerso è che gli annunci di lavoro destinati alle professioni ICT, pubblicati oramai prevalentemente online, sono aumentati del 27% nel 2018 rispetto all’anno precedente, superando quota 106.000 in totale.

I professionisti più “ambiti” sono gli Sviluppatori software, ricercati da ben il 46% delle imprese digital, seguiti da Digital Consultant e Digital Media Specialist. Eppure il crescente bisogno di manodopera non corrisponde ad una effettiva disponibilità di candidati sul territorio nazionale: sarebbero, infatti, ben 5.000 i laureati di cui le aziende avrebbero bisogno a fronte di un surplus di diplomati (i quali andrebbero formati all’interno delle aziende). Un buon segnale arriva dal numero degli iscritti: i laureati ICT sono in forte aumento (14,5%) e per lo più provengono dalle facoltà di Informatica e Ingegneria Informatica (16,1% rispetto al 2017).

A livello geografico è il Nord Ovest a fare la parte del leone con il 45% delle ricerche, sebbene si sia registrata una lieve diminuzione del 3%; il 26% delle vacancies proviene dal Nord-Est, il 20% dal Centro e il 6% da Sud e Isole. Un dato positivo emerge anche sul versante delle retribuzioni: quadri (4,4%) e impiegati (2,7%) guadagnano di più rispetto al 2017. Ma quali abilità cercano precisamente le aziende digital? Sicuramente un mix bilanciato di hard skills e soft skills: in particolare, tra quest’ultime, capacità comunicative, team management, problem solving, proattività e gestione dello stress.

L’Osservatorio ha poi raccolto le priorità delle aziende in tal contesto, individuando dieci bisogni fondamentali: rafforzare training e aggiornamento delle competenze del personale docente; accrescere la consapevolezza che i lavori più qualificati aumenteranno e i lavori meno qualificati saranno sostituiti da macchine intelligenti; stimolare l’upskilling della forza lavoro ICT nelle aziende; riallineare continuamente i percorsi di studio all’innovazione e all’interdisciplinarietà; potenziare gli insegnamenti su nuove tecnologie, metodologie e competenze “soft”; assicurare un ecosistema più favorevole alla diffusione di una cultura imprenditoriale tra i professionisti dell’ICT; moltiplicare le opportunità per le esperienze di apprendistato; accrescere le opportunità di imprenditorialità digitale dei neolaureati ICT; creare percorsi di laurea ICT trasversali o di “filiera” (es. Cloud, Cognitive Computing); promuovere network collaborativi di filiera come modelli di accelerazione.

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